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Normativa piscine pubbliche

L’evoluzione della legge e delle norme che regolano la piscina dalla costruzione all’utilizzo e alla sua conduzione hanno contribuito a differenziare l’offerta dei componenti in modo da poter rendere la piscina per uso collettivo più sicura e più confortevole.
Il grande consenso che i parchi acquatici stanno avendo su tutto il territorio nazionale, i centri agrituristici e le piscine installate nei centri benessere e nelle sale fitness sono una ulteriore conferma di quanto sia necessario avere degli impianti in grado di garantire all’utenza sicurezza e confort.
Nasce così nel 1997 la norma UNI 10637 che, con le successive revisioni ed integrazioni, traccia le linee guide per la progettazione dell’impianto di filtrazione, circolazione e ricircolo delle piscine in genere. La norma vuole proseguire lo sforzo delle provincie di Trento e Bolzano che nel 1991 stesero la prima versione dell’atto di intesa tra Stato e Regioni che viene sospeso nel 1993. Nel 2003 viene pubblicata la revisione dell’atto di intesa tra Stato e Regioni che invita le regioni a recepire singolarmente l’atto stesso e a fare una legge regionale sulle piscine. Nel 2006 viene pubblicata la norma UNI 10637 a cui si ispirano quasi tutte le regioni che oggi hanno una legge specifica per le piscine. Al momento, non tutte le regioni italiane hanno fatto la legge sulle piscine, ma comunque la faranno. Per questa ragione, nel caso della costruzione di un impianto per una piscina ad uso pubblico in una regione dove non c’è la legge, è consigliabile seguire la UNI 10637.

Nella breve sintesi che troverete di seguito, andremo ad evidenziare le parti che riguardano principalmente il dimensionamento degli impianti di filtrazione e di circolazione in funzione del tipo di piscina e della sua grandezza. Per gli altri aspetti si rimanda alle prescrizioni della norma stessa.

Classificazione delle piscine
Il primo punto da definire per poter iniziare il calcolo dell’impianto, è il tipo di piscina che ci viene richiesto. Le piscine vengono divise in 4 tipi, ognuna delle quali può avere delle categorie.

Tipo A: piscine aperte al pubblico o ad un’utenza identificabile con o senza il pagamento del biglietto di ingresso.
Categoria A1: piscine pubbliche, come quelle comunali.
Categoria A2: piscine ad uso collettivo, inserite in strutture adibite principalmente ad altre attività ricettive o al servizio della collettività (alberghi, agriturismi, campeggi, palestre, scuole, caserme, etc.).
Categoria A3: piscine per il gioco acquatico.
Tipo B: piscine condominiali, destinate all’uso esclusivo degli abitanti del condominio e dei loro ospiti, esclusi i condomini  fino a 4 unità abitative.
Tipo C: piscine ad uso riabilitative e curativo, collocate all’interno di strutture propedeutiche.
Tipo D: Piscine al servizio di unità abitative monofamiliare, bifamiliari, trifamiliari e quadrifamiliari.

Requisiti dell’acqua
L’acqua di approvvigionamento deve avere requisiti conformi alla legislazione vigente sull’acqua per il consumo umano per tutti i tipi di piscine (acqua potabile). L’acqua di immissione, cioè l’acqua filtrata e trattata dall’impianto deve avere le caratteristiche chimico-fisiche stabilite dalla tabella 5.1.2. L’acqua di vasca, cioè l’acqua contenuta nella piscina, deve avere i requisiti conformi alla tabella A dell’accordo Stato-regioni del 2003. L’acqua della vasca di compenso non è soggetta alle precedenti prescrizioni perché deve venire trattata dall’impianto.

Punti di prelievo per i controlli sanitari
Per le piscine di tipo A, B e C l’acqua deve essere prelevata da un apposito rubinetto posto sulle tubazioni di adduzione per l’acqua di approvvigionamento, mentre per l’acqua di immissione l’acqua deve essere prelevata da un apposito rubinetto posto sulla tubazione di adduzione, a valle dei trattamenti chimici e in prossimità dell’immissione in vasca.
Per le piscine di tipo D questa prescrizione è consigliata.
La frequenza dei campionamenti è definita dal prospetto 2 al punto 5.1.7.2.1 e successivi.

Impianto di circolazione
L’impianto deve essere progettato per assicurare una efficace omogeneizzazione dell’acqua di vasca.
La velocità dell’acqua deve essere ≤ di 1,7 m/sec. in aspirazione, tranne che per il tratto di collegamento della pompa al collettore, ≤ di 2,5 m/sec. in mandata, tranne che per il tratto di collegamento della pompa al collettore. Le tubazioni della piscina di tipo A e B dovrebbero essere dimensionate in modo da avere perdite di carico ≤ di 40 mm/m per l’aspirazione e 70 mm/m per la mandata. Sono accettati brevi tratti di tubazione con perdite di carico superiori, purché non influiscano sulla resa finale dell’impianto.
L’immissione dell’acqua in vasca può avvenire sia dalle pareti che dal fondo, purché si garantisca l’omogeneizzazione dell’acqua stessa.

Sistemi di ripresa artificiale
1) bordo sfioratore: il bordo sfioratore deve estendersi per le vasche rettangolari almeno sui lati lunghi e per le forme libere almeno per il 60% del perimetro esterno della vasca. L’intero sviluppo del bordo sfioratore deve presentare differenze di livello al massimo di 2 mm. Il bordo sfioratore e le tubazioni dedicate devono smaltire nell’unità di tempo senza traboccare l’acqua di immissione, il volume massimo spostato dai bagnanti in vasca, il volume dell’onda generata dai bagnanti stessi.
2) skimmer: l’impiego degli skimmers è consentito solamente nelle piscine di tipo A2 aventi una superficie ≤ 100 mq, in numero almeno di 1 skimmer ogni 20 mq, nelle piscine di tpo B con una superficie ≤ 150 mq, in numero di almeno 1 skimmer ogni 35 mq e in tutte le piscine di tipo D, dove si raccomanda almeno 1 skimmer ogni 35 mq.
Gli skimmers devono essere posizionati con una differenza di livello massima reciproca di +/- 1,5 mm.

Sistema di ripresa immersi
I sistemi di ripresa immersi devono essere installati in modo da impedire il rischio di essere risucchiati, quindi devono essere installati in coppia a una distanza minima di 2 m su di una unica tubazione da allacciare al collettore di aspirazione dell’impianto.

Vasca di compenso
Il volume convenzionale della vasca di compenso deve essere sufficiente a mantenere il numero massimo dei bagnanti presenti in vasca, il volume relativo all’eventuale moto ondoso generato dai bagnanti stessi, il volume generato dal contro lavaggio di almeno 1 filtro, il volume necessario a mantenere la corretta aspirazione e evitare la marcia a secco. La vasca di compenso deve essere completamente svuotabile, accessibile al personale addetto nel rispetto delle norme di sicurezza, dotata di troppo pieno e rivestita con materiale facilmente lavabile.
Il sistema di gestione dei livelli della vasca di compenso dovrebbe attivare il reintegro prima del raggiungimento del livello minimo, per evitare lo stand-by delle pompe fino al raggiungimento del livello di marcia.

Sistema di alimentazione dell’acqua di reintegro e rinnovo.
Le piscine a bordo sfioratore di qualsiasi tipo e le piscine a skimmers di tipo A2 e B devono essere dotate di impianto di reintegro automatico/rinnovo e di impianto troppopieno. Sull’impianto di reintegro e rinnovo delle piscine di tipo A e B deve essere installato un contatore per la verifica del volume d’acqua effettivamente immesso.

Requisiti degli impianti di filtrazione
Gli impianti di filtrazione devono essere realizzati in modo da garantire un tempo di ricircolo minore o uguale a quello a quello della seguente tabella:

CLASSIFICAZIONE DELLE PISCINE

Tipo
di vasca
Piscine
pubbliche
A1
Piscine
ad uso
collettivo A2
Piscine
per il gioco
acquatico A3
Piscine
condominiali
B
Piscine
all’interno di
strutture di cura
o riabilitazione
C
Piscine
all’interno di
edifici abitativi
da mono a
quadrifamiliari D
Vasche nuotatori e di addestramento al nuoto con profondità ≤ 1.200 mm 3 3
Vasche di nuotatori e di addestramento al nuoto con profondità > 1.200 mm 4 4
Vasche per tuffi ed attività subacquee 6 6
Vasche ricreative con profondità ≤ 600 mm (*) 1 1 1 2 4
Vasche ricreative con profondità > 600 mm (*) 2 2 2 3 6
Vasche ricreative con profondità > 1.200 mm (*) 3 3 3 4 6
Vasche per bambini con profondità ≤ 400 mm (*) 0,5 O,5 0,5 0,5
Vasche per bambini con profondità > 400 mm < 600 mm 1 1 1 2
Vasche per usi riabilitativi – (#)
Vasche ad onde 2
Zona di ammaraggio acquascivoli 1 3
Fiumi/torrenti con profondità ≤ 800 mm 1
Fiumi/torrenti con profondità > 800 mm 2

(*) per l’identificazione del tipo di vasca, fare riferimento all’attività prevalente quale risulta dal protocollo di gestione e autocontrollo
(#) parametro da indicare in sede di progettazione, in relazione alla determinazione d’uso dell’impianto e della tipologia dell’utenza.

I tempi di ricircolo indicati sono valori massimi riferiti a esperienze con punte di frequenza di 1 bagnante ogni 3 metri cubi di superficie della piscina. Questi tempi dovrebbero essere ridotti nel caso di piscine a carico di bagnanti elevato come le zone di idromassaggio. Nel caso di vasche polifunzionali o con diverse profondità la portata si calcola sommando al volume di ogni area di vasca con diversa destinazione d’uso una percentuale proporzionale del volume convenzionale della vasca di compenso, applicando ad ogni volume il tempo di ricircolo come dalla tabella precedente. Il risultato sarà la somma delle portate così calcolate. Nel caso siano previsti diversi tipi di utilizzo nella stessa vasca, l’impianto va calcolato secondo l’utilizzo con il tempo di filtrazione inferiore. Nel caso di un unico impianto a servizio di più vasche, per ciascuna dovrà essere rispettato il tempo di ricircolo previsto dalla tabella precedente.

Prefiltri
Nel caso di piscine di tipo A, i prefiltri devono essere ≥ 2, installati in parallelo, ispezionabili e con cestello in grado di operare anche con il 25% di ostruzione del passaggio dell’acqua.

Pompe
Le pompe di circolazione devono garantire la portata di progetto dell’impianto tenendo in considerazione la perdita di carico del 50% generata dal filtro che necessita di contro lavaggio. Nelle piscine di tipo A e B le pompe devono essere in numero pari a quelle dei filtri e deve essere installata una pompa supplementare di riserva asservibile a ciascun filtro. Ogni pompa deve essere dotata di: valvola di intercettazione in aspirazione e mandata, manometro in mandata, se necessario valvola di non ritorno in mandata.

Filtri
I filtri sono costituiti da serbatoi la cui superficie interna deve essere adeguata all’acqua da trattare e al disinfettante utilizzato. Devono avere una targhetta in cui sono riportate: la pressione di collaudo, che deve essere ≥ 1,5 volte la pressione massima di esercizio con il minimo di 350 kpa, la pressione di esercizio, la superficie di filtrazione, la velocità di filtrazione per le condizioni di progetto, le caratteristiche degli elementi filtranti e la perdita di carico nominale alle condizioni massime di esercizio.
Per le piscine di tipo A, deve essere previsto un numero di filtri ≥ 2 e i filtri installati sullo stesso impianto devono avere le stesse caratteristiche.
Per le piscine di tipo B e C si consiglia l’installazione di 2 o più filtri.

Caratteristiche
In relazione alle caratteristiche e al tipo di impiego, i filtri a sabbia devono avere le seguenti caratteristiche:

Filtri a sabbia per piscine:
tipo A con 500 ≤ Ø ≤ 1.000 mm
Tipo B e C con Ø ≤ 1.000 mm
Tipo D
Filtri a sabbia per piscine:
tipo A, B e C con Ø  > 1.000 mm
Possono essere dotati di qualsiasi sistema di distribuzione interna dell’acqua che garantisca un flusso uniforme e tale da interessare la totalità delle masse filtranti. Nel caso non sia previsto un apposito sostegno (per esempio una piastra) le masse filtranti devono essere sostenute da un apposito strato di graniglia posto sul fondo del filtro  e alto sino a coprire il sistema dell’acqua filtrata. Devono essere dotati di sostegno delle masse filtranti, portante il sistema di ripresa

 

Inoltre, per piscine di tipo A non possono essere utilizzati filtri con un diametro inferiore a 500 mm, devono avere aperture adeguate alla manutenzione ordinaria, uno scarico di fondo e uno sfiato d’aria.

Filtri a sabbia monostrato
I filtri a sabbia monostrato devono avere un unico strato filtrante di sabbia con granulometria da 0,4 a 0,8 mm eventualmente supportato da uno strato di graniglia. L’altezza minima della sabbia al di sopra dello strato di graniglia o del sistema di ripresa dell’acqua deve essere come indicato nel seguente prospetto:

Filtri con Ø ≤ 1.000 mm
per piscine tipo A, B o C
Filtri con Ø ≤ 1.000 mm
per piscine tipo D
Filtri con Ø ≥ 1.000 mm
per tutti i tipi di piscine
Altezza minima dello strato filtrante in mm 600 400 800

La velocità di filtrazione deve invece rispettare la tabella seguente:

Tipo A Tipo B Tipo C Tipo D
≤ 35 mc/h ≤ 40 mc/h ≤ 40 mc/h ≤ 50 mc/h

La pulizia dei filtri deve essere effettuata invertendo il regime di flusso e la portata deve essere tale da mettere in flottazione la massa filtrante.
L’acqua proveniente dal contro lavaggio e dall’eventuale risciacquo costituisce acqua di scarico.

Filtri a diatomee
I filtri a diatomee devono essere dotati di supporti rigidi o elastici rivestiti in tessuto sui quali viene fatto depositare uno strato di farina fossile (diatomee) che costituisce il manto filtrante. La sostituzione delle diatomee deve essere fatta periodicamente in modo da garantire sempre il buon funzionamento del filtro. La differenza di pressione tra il filtro pulito e la rigenerazione è di 0,7 bar. L’acqua di rigenerazione che contiene diatomea esausta deve essere considerata acqua di scarico. La velocità di filtrazione massima consentita deve essere ≤ 10 mc/h. su questi filtri non è consentita la flocculazione.

Impianti di disinfezione
Ogni piscina deve avere un impianto di filtrazione ad essa dedicato. Per le piscine di tipo A e B, si utilizzano le sostanze previste dall’atto Stato-regioni e precisamente:
cloro liquido (clorogas liquefatto)
ipoclorito di sodio
ipoclorito di calcio
dicloroisocianurato di sodio anidro
dicloroisocianurato di sodio biidrato
acido tricloroisocianurico
ozono

Per riportare il valore del cloro ai requisiti dell’acqua di vasca dopo un trattamento d’urto è consentito, in assenza di bagnanti, l’uso di tiosolfato o solfito/bisolfito di sodio.

Impianto di dosaggio a base di cloro
Durante i periodi di apertura al pubblico delle piscine di tipo A, B e C non è ammessa l’immissione diretta in vasca o in punti accessibili agli utenti (skimmers, canaletta del bordo sfioratore) delle sostanze a base di cloro. L’immissione deve avvenire solamente dall’impianto di circolazione, per mezzo di impianti di dosaggio automatici o manuali. Inoltre, detti impianti devono essere interbloccati con l’impianto di circolazione, per evitare immissioni di prodotto senza circolazione. L’immissione diretta in vasca è consentita solo in assenza di bagnanti (trattamento d’urto) e la balneabilità potrà essere ripresa solamente quando i valori del cloro saranno tornati normali. Le soluzioni a base di cloro per le pompe dosatrici devono essere contenute in serbatoi idonei e avere una scorta per una durata maggiore o uguale a 24h. Inoltre, i serbatoi devono essere dotati di dispositivi di sicurezza (serbatoi a doppia parete, vasche di contenimento). Per le piscine di tipo A, B e C le apparecchiature e i serbatoi devono essere allocati in un locale separato dall’impianto di filtrazione. Qualora ciò non fosse possibile, devono essere adottati opportuni provvedimenti per prevenire lo sversamento dei serbatoi e l’innesco di sifoni. I contenitori devono riportare l’etichetta del contenuto. Nelle piscine di tipo A devono essere adottati dei sistemi di controllo automatico del dosaggio. Le stesse regole si applicano anche per il controllo del pH a parte i prodotti consentiti per la sua correzione che sono:
per l’innalzamento del pH: idrossido di sodio in soluzione/bicarbonato di sodio
per l’abbassamento del pH: bisolfato di sodio/acido cloridico/acido solforico.
I correttori di pH devono essere conformi alle norme tecniche vigenti.

Apparecchiature di misurazione e regolazione
Le apparecchiature destinate alla misurazione e regolazione del pH devono disporre di un segnale in uscita per pilotare gli impianti di dosaggio.
Per le piscine di tipo A è preferita la regolazione proporzionale ed è raccomandata la registrazione automatica dei valori misurati.
Le apparecchiature per la misurazione del potenziale redox possono essere utilizzate nelle piscine di tipo A, B e C allo scopo di monitorare l’evoluzione dell’inquinamento organico dell’acqua di vasca e per pilotare le apparecchiature di dosaggio, ma devono anche essere adottati dei sistemi di lettura dei valori del cloro, per verificare il funzionamento delle apparecchiature stesse. L’utilizzo di sistemi redox per estrapolare valori di cloro e altri disinfettanti non è consentito.

Rinnovo dell’acqua
Il rinnovo dell’acqua della piscina deve essere almeno il 5% del volume della piscina sommato al 60% del volume convenzionale della vasca di compenso. Qualora il dato di 30 litri per bagnante/giorno effettuato su periodi di tempo omogenei e rappresentativi si discosti molto dal valore del 5%, il gestore può decidere una riduzione che comunque non può arrivare al di sotto del 2,5% del volume della piscina sommato al 60% del volume convenzionale della vasca di compenso. Il rinnovo dell’acqua giornaliero può essere sospeso nei periodi di chiusura dell’impianto al pubblico per tempi di chiusura alle 24h.

Prescrizioni gestionali
Deve essere consegnato al cliente un verbale di impianto funzionante da parte dell’installatore prima dell’utilizzo o dell’apertura al pubblico dell’impianto. Inoltre, deve essere consegnata una scheda descrittiva dell’impianto comprendente tipologie e specifiche di progetto, schema funzionale e documentazione tecnica.
Gli impianti devono riportare una identificazione funzionale mediante etichettatura che permetta la gestione sicura degli stessi. Per gli impianti di tipo A, B e C deve essere esposto all’interno del locale uno schema funzionale che richiami l’identificazione sopradetta.